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IL SALOTTO

Il Salotto del Tempo Ritrovato si ispira ai caffè e ai salotti letterari in auge dall’Illuminismo in poi, ma senza averne le medesime pretese vuole essere prima di tutto luogo dove si scambiano opinioni in un’atmosfera intima e informale. Il salonnier Paolo Carlo de Troia ha deciso di aprire le porte del proprio studio, nel momento in cui, dopo tanti anni di professione forense, ha sentito il bisogno di tornare a dedicarsi alle sue antiche passioni:  la letteratura e la lettura. L’auspicio era quello di offrire, inizialmente ad una ristretta cerchia di amici e conoscenti,  la possibilità di avere un contatto diretto con intellettuali e artisti che offrissero la loro esperienza con schiettezza e disinvoltura, in una conversazione stimolante e libera. Nell'arco di pochi anni, il Salotto è diventato un punto di riferimento culturale per la cittadinanza bolognese. Dimenticando i salotti delle ricche signore proustiane, che per facilitare la propria ascesa sociale si contendevano le menti più brillanti dell’epoca selezionando severamente i propri invitati.

Il Salotto del Tempo Ritrovato è un luogo egalitario, forse meno elegante ma, come in passato, punto di incontro con autori distanti o ancora sconosciuti, occasione per conoscere e dibattere nuove idee e forme espressive.

PARTECIPAZIONE

PARTECIPAZIONE

La partecipazione al Salotto del Tempo Ritrovato è possibile esclusivamente su invito. I nostri appuntamenti ed il tema della serata saranno comunicati via mail o via Whatsapp con il dovuto anticipo e richiederanno una conferma definitiva entro 3 giorni dal ricevimento dell'invito. Gli invitati dovranno presentarsi entro e non oltre le 20.30. Eventuali amici degli abituali frequentatori del Salotto potranno essere ammessi su presentazione e riceveranno dagli organizzatori una mail o un messaggio Whatsapp di invito per l’incontro. Gli incontri avranno luogo il giovedì.  Si svolgeranno in due fasi : un buffet aperitivo di benvenuto alle 19.15/19.30, seguito dalla conversazione con l’ospite della serata a partire dalle ore 20.30/20.45.

INCONTRI
INCONTRI 2024

STAGIONE
INVERNO/PRIMAVERA
2025-2026

5 MARZO 2026

GIOVANNA CAGGEGI

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COLPO DI SCENA

(FuoriAsse Edizioni, 2025)

19 MARZO 2026

PROF.
PASQUALE PALMIERI

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CRONACA, MEMORIA COLLETTIVA E STORIA:

raccontare l'Italia
degli anni settanta e ottanta

GIOVEDÌ 19 MARZO 2026

ORE 19.15

PASQUALE PALMIERI

Pasquale Palmieri è professore di Storia moderna presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II.

Si occupa principalemente di rapporti fra media, politica e società fra età moderna e contemporanea ed è inoltre scrittore per Doppiozero e Prometeo.

Tra le sue pubblicazioni si annoverano I taumaturghi della società. Santi e potere politico nel secolo dei lumi (Viella, 2010) e La santa, i miracoli e la rivoluzione. Una storia di politica e devozione (Il Mulino, 2013), mentre tra le più recenti L’eroe criminale. Giustizia, politica e comunicazione nel XVIII secolo (Il Mulino, 2022), Le cento vite di Cagliostro (Il Mulino, 2023) e La nevicata del secolo. L’Italia nel 1985 (Il Mulino, 2024).

CRONACA MEMORIA COLLETTIVA
E STORIA

RACCONTARE L'ITALIA DEGLI ANNI SETTANTA E OTTANTA

  • Gli anni Settanta in bianco e nero e gli anni Settanta a colori

  • La "cultura sottile" come lente per indagare un'epoca

  • Gli anni Ottanta e il "riflusso"

  • La nevicata del 1985 fra storia e memoria

  • Fare "Storia" in un paesaggio mediatico intriso di nostalgia

IL PROF. PALMIERI CONVERSA CON PAOLA TRAVERSA

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GIOVEDÌ 5 MARZO 2026

ORE 19.15

GIOVANNA CAGGEGI

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Giovanna Caggegi è critica teatrale, dal 1995 scrive di spettacolo per il quotidiano La Sicilia e su periodici specializzati. È laureata in filosofia e ha esordito come scrittrice con il racconto Agnizione, pubblicato nella raccolta Specchi deformanti (2021, FuoriAsse Edizioni). Colpo di scena (2025, FuoriAsse Edizioni) è il suo primo libro. Vive al mare con i suoi due gatti, Raissa e Gorbaciov.

COLPO DI SCENA

(FuoriAsse Edizioni, 2025)

L'Autrice conversa con Antonella Berni

Quattordici cronache, rappresentate in disparati momenti del tempo, manifestano le esperienze

di persone qualsiasi, tutte unite da un sorprendente colpo di scena. L’insieme di storie che

ci racconta la penna di Giovanna Caggegi è uno straordinario connubio tra fatti realmente accaduti e magistrale lavoro creativo. Una rielaborazione del quotidiano: tra la vita di un’attrice quarantenne anelante al successo, tra un paese che sanguina e soffre ancora oggi, tra il ciclope Polifemo reinventatosi marinaio. Ci si perde, in queste pagine, tra le magnifiche descrizioni ed eventi

ai quali non potremmo mai aver pensato, riportati infine alla realtà dal lieto fine, dalle tragedie

e dalle rivelazioni di questo libro.

GIOVEDÌ 12 FEBBRAIO 2026

ORE 19.15

ANTONIO CASTRONUOVO

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Saggista e traduttore lucano laureato in Medicina all'Università di Bologna, ha collaborato con numerose riviste letterarie e musical. E' inoltre studioso e scrittore di aforismi, nonché il ruolo di membro della giuria del Premio internazionale Torino in Sintesi, unico premio italiano totalmente dedicato all'aforisma. Autore di numerosi saggi sul futurismo, riveste un ruolo nella patafisica italiana. In totale si annoverano all'autore più di cento pubblicazioni, tra cui le recenti Il male dei fiori: Baudelaire a processo (Rubbettino,2023), Ossessione bibliofila (La nave di Teseo, 2024) e Formiggini: vita umoristica (e tragica) di un editore del '900 (Pendragon, 2024). Per Sellerio editore ha inoltre pubblicato Dizionario del bibliomane nel 2021.

DIZIONARIO DEL GRAFOMANE

(Sellerio editore, 2025)

Antonio Castronuovo torna a divertirsi e divertirci con questo nuovo volume, un affascinante repertorio di fatti e fatterelli, stranezze, spigolature e minuzie del mondo letterario. Scorrono uno dietro l'altro personaggi che hanno scritto troppo, o che hanno scritto con l'ossessione che la loro scrittura non fosse mai abbastanza o mai abbastanza perfetta, o ancora che hanno scritto animati da troppa ambizione. Metodici o indisciplinati, inclini alla stesura perfetta o ossessionati dalla revisione, reclusi alla scrivania o dediti ai piaceri e ai divertimenti. D'Annunzio, oltre ad aver stilato 32.000 versi, era anche un revisore puntiglioso al punto da affermare che «un vero scrittore è colui che impiega una mattinata per apporre una virgola e un intero pomeriggio per toglierla». Virginia Woolf fra attraversare la vita e trarne un libro o ritirarsi «concentratissimi, tutti su un punto; e senza dover più ricorrere alle parti sparse del proprio carattere, avere dimora stabile nel cervello», non aveva dubbi: per scrivere bisogna abbandonare la compagnia. Queste ed altre le «vite tormentate, allietate da esigue illuminazioni che rifulgono e prontamente svaniscono, facendo però in tempo a restare in un aneddoto, a costituire istanti di curiosità lungo la vita, altrettanto avvilita, di un lettore inguaribile come chi scrive queste righe».

RECENSIONE DI PAOLO DI PAOLO SULL'OPERA
(La Repubblica, 11 gennaio 2026)

GIOVEDÌ 22 GENNAIO 2026

ORE 19.15

MARCELLO FOIS

L'IMMENSA DISTRAZIONE

(Einaudi, 2025)

È un’alba uguale a tutte le altre, soltanto un po’ piú lunga, quella in cui Ettore Manfredini si sveglia appena morto nella casa accanto al macello che è stato il centro della sua vita e di cui conosce ogni lamento, ogni cigolio. Nato troppo povero per permettersi un’istruzione regolare, impiegato da ragazzo nel mattatoio kosher di cui si impadronirà dopo le leggi razziali, Ettore è un uomo destinato al successo: diventerà uno dei piú grandi imprenditori dell’Emilia in bilico tra grande industria e tradizioni contadine.

E in quest’alba livida del 21 febbraio 2017, arrivato alla resa dei conti, Ettore capisce di dover percorrere fino in fondo il corridoio dei suoi ricordi. Parte da qui la vorticosa storia della famiglia Manfredini. [...] Dipingendo l’affresco di una dinastia del Novecento fondata sulla carne e sulla menzogna, Marcello Fois ci regala un romanzo semplicemente maestoso. Perché vivere, forse, non è nient’altro che un’immensa distrazione dal morire.

Marcello Fois nasce a Nuoro e si laurea in Italianistica all’Università di Bologna nel 1986.

Tra le sue pubblicazioni si annoverano: Ferro recente (1992), Picta (1995, con cui ha vinto

il Premio Italo Calvino) e Sempre caro (1998), primo romanzo di una trilogia che comprende Sangue dal cielo (1999) e L’altro mondo (2002).

Cofondatore del Festival letterario di Gavoi, è anche sceneggiatore televisivo, cinematografico

e teatrale. Negli anni ha ottenuto numerosi riconoscimenti: fra gli altri si ricordano il Premio Super Grinzane Cavour per la narrativa italiana e il premio Volponi con Memoria del vuoto (2006). 

Tra le opere più recenti troviamo il romanzo Pietro e Paolo (2019), il saggio L'invenzione degli italiani (2021) e La mia Babele (2022).

GIOVEDÌ 18 DICEMBRE 2025

ORE 19.30

ANTONIO BAGNOLI, BARBARA SGHIAVETTA
E PAOLO TINTI

per festeggiare il VI anniversario
del Salotto presenteranno il volume

CON I LIBRI, NIENTE CONVENEVOLI

in ricordo di Maria Gioia Tavoni

a cura del Salotto del Tempo ritrovato

introducono la conversazione Paolo de Troia e Paola Traversa

Paolo Tinti è professore aggregato all'Università di Bologna dal 2006 e svolge le proprie ricerche nell'ambito delle scienze bibliografiche. Gli interessi scientifici gravitano intorno alla storia del libro e delle biblioteche in età moderna e contemporanea, e alla catalogazione del libro antico, con particolare riferimento a quello del primo secolo della stampa.

Antonio Bagnoli nasce a Bologna, dove nel 1992 fonda la casa editrice Edizioni Pendragon, di cui è tutt'ora il direttore editoriale.​​

Barbara Sghiavetta è direttrice di Librerie.coop Zanichelli. Ha inoltre collaborato con la prof.ssa Tavoni nell'edizione di "Guida per bibliofili affamati" (Edizioni Pendragon,2014).

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Ormai consunto, il modello della “presentazione libri” funziona però nelle società di lettura, nei circoli privati, nei cenacoli di cultura: case private che si aprono a una piccola folla di lettori, critici e risoluti. E così, esperienza positiva è per me il Salotto del Tempo Ritrovato di Bologna, dove da qualche tempo sono invitato: una quarantina di persone ascoltano, reagiscono, leggono. Se poi queste realtà sono guidate da solida mano, facilmente compiono il salto e si trasformano in piccoli centri di pubblicazione. Come appunto è accaduto con il varo di una collana di quaderni, il cui primo numero è dedicato alla memoria della bibliologa Tavoni. Ben fatto sul piano formale, il quaderno contiene tante immagini e una serie di lievi ricordi assai ben firmati. Sono prodotti che circolano tra gli associati e invitati, per cui ecco la copia 30 “di testa” nelle mie mani: sono indeciso se collocarla tra i bibliologi o se inaugurare un nuovo scaffale delle Edizioni del Tempo Ritrovato: forse conviene...

 

(Antonio Castronuovo)

GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2025

ORE 19.15

Prof. Andrea Ceccherelli

Docente di letteratura polacca UniBo

Wyslawa Szymborska

RACCONTO ANTICO

(Adelphi, 2025)

«La mia ombra è come un buffone / dietro la regina...» ha scritto la Szymborska, un buffone
che si è preso «corona, scettro, manto regale», ma anche il «pathos».
La gravità, la profondità esigono lo schermo della discrezione, della leggerezza giocosa, dell’ironia. Non a caso, in questa strepitosa silloge di testi inediti (fortunatamente sfuggiti
al cestino della carta straccia, per la Szymborska la più utile suppellettile di un poeta),
la sua musa, quando si manifesta, sembra arrancare «per le scale, ansimante /
... in scarpette ormai misere
», ispirandole una sorta di metafisica del minimo: in particolare
una toccante sintonia con gli oggetti, protagonisti fra l’altro di dieci favolette morali irridenti
e beffarde. Eppure la musa della Szymborska è anche austera, intransigente, e non esita
a metterci di fronte alla nostra fragilità, alle nostre assurde fedi: solo, lo fa a modo suo, trasformando per esempio l’insignificante congiunzione e nell’emblema
di tutto ciò che non può durare in eterno

L'Autore dialoga con Paola Traversa

Andrea Ceccherelli si interessa di letteratura polacca tra il1500 e il 1900,
con una predilezione per la dimensione comparativa (vari studi su Leopardi in Polonia)
e le problematiche traduttive e autotraduttive.
Traduttore dei grandi poeti polacchi del secondo ‘900 (Cz. Milosz, Z. Herbert, J. Twardowski, A. Swirszczynska). Autore di una monografia sulle Vite di Santi (P. Skarga)
e dei capitoli su Rinascimento e Giovane Polonia nella Storia della letteratura polacca (Einaudi),
e coautore di Szymborska. Un alfabeto del mondo.
Ha curato l'edizione italiana della biografia di Szymborska e tradotto le memorie
del suo segretario Rusinek. Coordinatore di vari progetti internazionali sul multilinguismo, già presidente della Scuola di Lingue e Letterature, Traduzione e Interpretazione (2016 - 18) e del Centro di poesia contemporanea dell'Università di Bologna (2020 - 24), dal 2022 è Presidente del Centro Linguistico di Ateneo e giurato del Premio di poesia W. Szymborska.
Inoltre è stato recentemente insignito del premio Benno Geiger 2025.

GIOVEDÌ 13 NOVEMBRE 2025

ORE 19.15

Prof. Gian Mario Anselmi

Ing. Pier Giuseppe Montevecchi

"questo viaggio chiamavamo amore"

i luoghi del grande amore tra Dino Campana
e Sibilla Aleramo

Modera la conversazione con i relatori
la dott.ssa Barbara Sghiavetta

Pier Giuseppe Montevecchi, da sempre innamorato dei luoghi frequentati dal poeta Dino Campana, e colpito dalla storia d’amore con Sibilla Aleramo, omaggerà il Salotto con
un'esposizione di una serie di fotografie che ripercorrono i luoghi campaniani in cui si è consumato il loro amore, permettendoci di conoscere una delle storie più intense
del nostro Novecento.

Gian Mario Anselmi è uno storico della letteratura
e italianista italiano. Allievo di Ezio Raimondi all'Università di Bologna, è stato a lungo professore ordinario di Letteratura italiana e Letteratura italiana medievale nella Facoltà di Lettere
dell' Università di Bologna, di cui ha altresì diretto
per molti anni il Dipartimento di filologia classica
e italianistica.

GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2025

ORE 19.15


 

ROSSINI E DONZELLI
DAL TEATRO AI SALOTTI

Dott.ssa Jadranka Bentini

Prof. Piero Mioli

Dott. Rocco D'Aurelio

Così cantavano Rossini

Tre voci per Domenico Donzelli,
storia di un tenore dell'Ottocento

Carlo Zucchelli e gli amici nella Bologna del primo Ottocento

Biografia e voce del tenore Domenico Donzelli 1790-1873

(Pendragon, 2024)

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(Casa Editrice Carabba, 2024)

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Gli Autori conversano, a partire dalle 20.30, con il prof. Marco Sanguigni
Il tenore Rocco D'Aurelio, accompagnato al pianoforte dal maestro Federico Volpe, eseguirà per gli ospiti del Salotto:

"Se il mio nome saper voi bramate"  (Barbiere di Siviglia, G. Rossini)
"Io quel dì rammento ancor"  (Esule di Roma, G. Donizetti, composta per Domenico Donzelli)

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Jadranka Bentini, laureata in lettere moderne presso l'Università degli studi di Bologna, è iscritta nel ruolo degli storici dell'arte del Ministero per i Beni

e le Attività culturali dal 1976.

Dopo avere insegnato Storia dell'arte nei licei classici ricopre il ruolo

di Ispettore, poi di soprintendente

presso la Soprintendenza

per il Patrimonio storico artistico

e demoetnoantropologico per

le province di Bologna, Ferrara, Forlì, Ravenna e Rimini.

Dal 1979 è Direttrice della Pinacoteca nazionale di Palazzo Diamanti Ferrara. Dal 1989 è primo dirigente del Ministero per i Beni e le Attività culturali

e dal 1991 Soprintendente per

il Patrimonio storico, artistico, demoetnoantropologico di Modena

e Reggio Emilia. È inoltre Direttrice della

Pinacoteca nazionale di Bologna.

E' autrice di saggi, pubblicazioni

e cataloghi a carattere scientifico (museale, conservatore, storico artistico, didattico, ecc.). 

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Piero Mioli è insegnante di Storia della musica al conservatorio di Bologna dal 1988, accademico filarmonico di Bologna, socio ordinario del “Saggiatore musicale”, nonché consulente musicale dell’editore Mursia.

Si è laureato in Storia della musica e perfezionato in Filologia classica presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Bologna. Ha insegnato Storia della musica anche al Conservatorio di Verona (1976-1980) e di Parma (1980-1988).

Saggista e conferenziere, si occupa in particolare del teatro d’opera, della vocalità classica, della cantata e della romanza da salotto, della musica

a Bologna e delle sue istituzioni attraverso i tempi.

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Rocco D'Aurelio, tenore e musicologo originario di Chieti, una volta conseguito il Diploma di I Livello in Canto, presso Conservatorio G. B. Martini di Bologna nel 2018, ottiene la Laurea magistrale in Discipline della musica, presso Università Alma Mater di Bologna nel 2020 e il Diploma di II Livello in Canto, presso Conservatorio G. Rossini di Pesaro nel 2021.

E' inoltre cantante per il Rossini Opera Festival e per il Teatro Comunale di Bologna, nonché insegnante di Musica.

Tra le sue interpretazioni spiccano Edoardo ne La cambiale di Matrimonio (G. Rossini, 2022) e Arlecchino in Pagliacci (R. Leoncavallo, 2023).

GIOVEDÌ 16 OTTOBRE 2025

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PIER GIORGIO
ARDENI

PRESENTA

LE CLASSI SOCIALI
IN ITALIA OGGI

Alla fine, il capitalismo maturo
della globalizzazione è stato capace
di traghettarci in un mondo
dove le antiche divisioni di classe
sono tornate a fare la differenza.

(Anticorpi, Editori Laterza, 2024)

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Pier Giorgio Ardeni è professore di Economia politica
e dello sviluppo all’Università di Bologna.
Studioso di economia dei Paesi in via di sviluppo,
ha lavorato con organizzazioni internazionali
in progetti di assistenza in Europa orientale,
Africa e Asia, ed è stato presidente
dell’Istituto Cattaneo di Bologna.
Ha scritto sulla storia dello sviluppo italiano,
sulla grande emigrazione a cavallo del ventesimo secolo, sullo sviluppo capitalistico
e sulle disuguaglianze economiche e sociali
e i loro riflessi sulle dinamiche elettorali.

Tra le sue più recenti pubblicazioni:
"Crisi, trasformazioni e i punti di svolta della storia" (2019); "Alla ricerca dello sviluppo. Un viaggio nell’economia dell’Italia unita" (con M. Gallegati, 2022); "Il ritorno della storia. La crisi ecologica, la pandemia e l’irruzione della natura" (2022);
"La trappola dell’efficienza. Ripensare il capitalismo per uno sviluppo diverso" (con M. Gallegati, 2024).
Per Laterza è autore di "Le radici del populismo. Disuguaglianze e consenso elettorale in Italia" (2020).

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